Nel 2004 usciva per i tipi di Guanda La scuola raccontata al mio cane di Paola Mastrocola, un libro che, analizzando la crisi indubbia della scuola italiana, finiva per difendere un modello di scuola sostanzialmente retrivo, ispirato alla Tradizione (con la maiuscola), al presunto rigore della scuola di un tempo, che nulla sapeva di progetti, accoglienza eccetera. Per Mastrocola, la crisi della scuola italiana è tutta nella «decisione epocale» di caratterizzare la scuola come luogo in cui si impara a comunicare. Nella scuola, invece, non importa comunicare. A scuola si va per apprendere dal docente. Il quale non comunica, ma trasmette quel deposito di sane certezze che è, appunto, la Tradizione.
La distinzione tra trasmettere e comunicare è al centro della riflessione di Danilo Dolci. Per Dolci la scuola, come i mass-media, non comunica, ma fa semplice trasmissione, che è ciò che accade quando v’è un processo unidirezionale, il passaggio di un messaggio dall’emittente al destinatario, senza che quest’ultimo possa a sua volta parlare all’emittente. Nella trasmissione non c’è vero scambio umano: è il processo sterile dell’indottrinamento. È solo nella comunicazione, nello scambio circolare e reciproco, che si cresce, ci si arricchisce a vicenda, si fa autentica cultura.
Ed è fin dalla prefazione sotto il segno di Danilo Dolci questo libro scritto a più mani, con il quale un nutrito gruppo di docenti, spesso precari, risponde a Paola Mastrocola presentando una idea di scuola che vuole essere agli antipodi di quella auspicata nel suo libro, ma anche di quella che abbiamo e di quell’orrore – semplice non-scuola, probabilmente – che si sta prefigurando con quegli interventi di demolizione che si ha l’impudenza di definire riforma. (more…)
Wright C. Mills, L’immaginazione sociologica
L’uomo comune vive con l’impressione di essere il padrone della propria vita, di poter fare da sé le scelte da cui dipenderà il suo destino, di poter lavorare autonomamente per la sua felicità e il suo benessere. Nelle società complesse, questa impressione è illusoria. Oggi la vita degli individui è legata ad una quantità enorme di fattori sovraindividuali, che possono travolgerli con la forza di ciò che una volta si chiamava destino. Per comprendere l’esistenza individuale è necessario uno sguardo più ampio. E’ necessario considerare questi molteplici legami, cogliere il rapporto tra l’individuo e il mondo intero. E’ in questo sguardo ampio che consiste l’immaginazione sociologica, espressioen coniata dal sociologo statunitense Wright C. Mills ed entrato nel linguaggio della sociologia. Nella pagine che seguono - che sono le prime pagine di un saggio del 1959 intitolato, appunto, L’immaginazione sociologica, Wright Mills fa un profilo vivace del suo tempo che, a parte le mutate condizioni politiche (i consideri il cenno alla guerra fredda), non è troppo differente da quello attuale.
L’uomo del nostro tempo ha sovente la sensazione che la sua vita privata sia tutta una serie di trabocchetti e che i suoi problemi, le sue difficoltà, trascendano la ristretta cerchia in cui vive. Sensazione il più delle volte esatta: l’esperienza e l’azione dell’uomo ordinario sono circoscritte alla sua orbita personale; la sua visuale e i suoi poteri non oltrepassano i limiti dell’impiego, della famiglia, del vicinato; in ambienti diversi dal proprio si muove male, rimane spettatore. E quanto più si fa strada in lui la coscienza, ancorché vaga, di ambizioni e di minacce che trascendono il suo mondo d’ogni giorno, tanto pi§ gli pare d’essere in trappola. (more…)
Tanto il titolo quanto la mole dell’ultimo libro di Vittorino Andreoli fanno pensare a qualcosa come un trattato di Kulturphilosophie alla Albert Schweitzer. Ahimé, ci troviamo di fronte a qualcosa di ben più modesto, anche se non di più modeste ambizioni. Se il titolo fosse La crisi dei valori sarebbe più facile per il lettore farsi un’idea del contenuto e del tenore del libro. Perché di questo si tratta: una riflessione - vedremo quanto profonda - sulla crisi attuale dei valori, cui Andreoli ha voluto premettere una lunga analisi della scienza, del diritto e della politica occidentali, al fine di mostrare la nascita ed il progressivo crollo dei princìpi che hanno sostenuto l’Occidente. (more…)
Qualche giorno prima di Natale ho assistito alla seguente scena: due ragazzini sui tredici anni tenevano un terzo per le mani ed i piedi e lo sbattevano ripetutamente contro la serranda abbassata di un negozio. Mi sembrò una scena di violenza e pensai di intervenire: ma il terzo, quello sbattuto contro la serranda, rideva e si divertiva come un matto. Un quarto ragazzino tirò fuori il cellulare. Gli altri si misero in posa e rifecero tutta la scena, mentre il quarto riprendeva con il cellulare. Poi scapparono tutti ridendo. (more…)
Patrizia Resta (a cura di), Rapporto 2005. Immigrazione in Capitanata
Patrizia Resta (a cura di), Rapporto 2005. Immigrazione in Capitanata, Edizioni del Rosone, Foggia 2006, pp. 224.
“L’immigrazione in Capitanata è studiata attraverso l’utilizzo di diverse fonti che, oltre ad essere intrinsecamente eterogenee a causa delle diverse finalità di raccolta dei dati stessi, non possono considerarsi soddisfacenti in quanto si riferiscono alla immigrazione regolare che, come tutti sanno, è solo una parte, spesso minima, della immigrazione effettiva”. Questa ammissione di Loredana Nardella spiega la sostanziale inutilità del Rapporto 2005. Immigrazione in Capitanata dell’Osservatorio Provinciale per l’Immigrazione di Foggia. Studiare l’immigrazione in Capitanata limitandosi agli immigrati regolari significa, in effetti, studiare solo l’aspetto più visibile, più rassicurante dell’ammigrazione; non vedere (non voler vedere) il dramma della immigrazione clandestina, con il suo carico di sofferenza umana, di violenze e di violazioni. (more…)
Cammino per strada, incrocio la gente, alcuni mi sfiorano, altri mi si parano davanti. Cammino fiducioso: so che nessuno mi aggredirà senza motivo, che nessuno mi sparerà dal balcone, che nessuno mi investirà con l’automobile mentre tento di attraversare la strada sulle strisce pedonali. Se ho bisogno di una indicazione, sono certo che la persona cui mi sono rivolto farà di tutto per aiutarmi. Le persone gesticolano molto, quando chiedi loro dove si trova una certa via. Lo fanno per aiutarti quanto più possibile. Questo lo so bene, ed è anche per questo che cammino fiducioso. So anche, a dire il vero, che a volte la gente ti aggredisce, ti uccide, ti volta le spalle se le chiedi una indicazione. Ma credo che siano casi rari, malfunzionamenti sporadici che non sono in grado di intaccare la mia fiducia nel funzionamento della macchina. (more…)
Abbiamo cominciato questo percorso riferendo alcune critiche alla scientificità della psicoanalisi, accusata di essere una sorta di religione. Questa ed altre critiche sono condensate nelle oltre ottocento pagine di un libro pubblicato in Francia nel 2005 e significativamente intitolato Il libro nero della psicoanalisi[1]. Le accuse rivolte a Freud ed alla psicoanalisi non sono nuove: il padre della psicoanalisi avrebbe falsificato i casi clinici, esagerato l’efficacia della propria terapia, elaborato una teoria nebulosa, dogmatica e poco efficace sul piano pratico, attingendo peraltro generosamente a concezioni della sua epoca. Dietro queste accuse, che hanno suscitato un ampio dibattito, c’è il desiderio di combattere il monopolio della psicoanalisi facendo spazio alle concorrenti terapie cognitivo comportamentali (cui appartengono gli autori del libro). (more…)
Maslow e la psicologia transpersonale
Come sappiamo, la storia della psicoanalisi comincia con il caso di isteria di Anna O. e procede grazie ad una serie di casi clinici, analizzando i quali Freud giunge alle sue conclusioni sulla psiche umana, sulla libido, sulle cause delle nevrosi. Ma siamo sicuri che lo studio delle patologie sia la via migliore per comprendere la realtà umana? Abraham Maslow, che con Rogers è considerato il maggior rappresentante della psicologia umanistica, lo nega. La visione dell’essere umano offerta da Freud è parziale, proprio perché è stata elaborata a partire dalla patologia: «è come se Freud ci offrisse la metà ammalata della psicologia, e a noi toccasse ora completarla con la metà sana», scrive Maslow [1]. Se Freud ha analizzato la malattia, ora bisognerà studiare la salute; se Freud ha studiato le situazioni di difficoltà e di sofferenza, ora bisognerà comprendere l’uomo partendo dalla sua condizione di massima realizzazione e felicità. (more…)
Carl Rogers e la terapia centrata sul cliente
Come Frankl, Carl Rogers intende superare il pessimismo antropologico di Freud. «Dico francamente - scrive - che non condivido il punto di vista tanto diffuso secondo cui l’uomo è un essere fondamentalmente irrazionale i cui impulsi, se non fossero controllati, condurrebbero alla distruzione sua e degli altri. Il comportamento dell’uomo è invece squisitamente razionale e si orienta, con una complessità sottile e ordinata, verso le mete che l’organismo gli pone.» [1] Esiste nell’essere umano una forza essenzialmente positiva, che Rogers chiama tendenza attualizzante. Non si tratta di una forza solo umana: Rogers la scopre anche in alcune alghe che riescono a crescere sugli scogli della California, resistendo all’impeto delle onde con la flessibilità del loro fusto. In quelle alghe come in ogni essere vivente c’è una volontà tenace di vivere, di conservare e migliorare l’organismo, di esplorare l’ambiente e di modificarlo. (more…)
La Città dell’Essere: Erich Fromm
Maggiore fortuna ha incontrato il tentativo di ripensare la psicoanalisi alla luce del marxismo (e al tempo stesso il marxismo alla luce della psicoanalisi) operato dalla Scuola di Francoforte. Con queste espressione si indicano i pensatori legati all’Institut füf Sozialforschung (Istituto per la ricerca sociale), creato nel 1923 a Francoforte e di cui assunse la direzione nel 1931 il filosofo Max Horkheim. Il programma di ricerca della Scuola, precisato dallo stesso Horkheimer, prevede una analisi della società priva di qualsiasi settorialità, una teoria critica della società che unisca ricerca empirica e riflessione filosofica. (more…)





