Abbiamo cominciato questo percorso riferendo alcune critiche alla scientificità della psicoanalisi, accusata di essere una sorta di religione. Questa ed altre critiche sono condensate nelle oltre ottocento pagine di un libro pubblicato in Francia nel 2005 e significativamente intitolato Il libro nero della psicoanalisi[1]. Le accuse rivolte a Freud ed alla psicoanalisi non sono nuove: il padre della psicoanalisi avrebbe falsificato i casi clinici, esagerato l’efficacia della propria terapia, elaborato una teoria nebulosa, dogmatica e poco efficace sul piano pratico, attingendo peraltro generosamente a concezioni della sua epoca. Dietro queste accuse, che hanno suscitato un ampio dibattito, c’è il desiderio di combattere il monopolio della psicoanalisi facendo spazio alle concorrenti terapie cognitivo comportamentali (cui appartengono gli autori del libro). (more…)
Maslow e la psicologia transpersonale
Come sappiamo, la storia della psicoanalisi comincia con il caso di isteria di Anna O. e procede grazie ad una serie di casi clinici, analizzando i quali Freud giunge alle sue conclusioni sulla psiche umana, sulla libido, sulle cause delle nevrosi. Ma siamo sicuri che lo studio delle patologie sia la via migliore per comprendere la realtà umana? Abraham Maslow, che con Rogers è considerato il maggior rappresentante della psicologia umanistica, lo nega. La visione dell’essere umano offerta da Freud è parziale, proprio perché è stata elaborata a partire dalla patologia: «è come se Freud ci offrisse la metà ammalata della psicologia, e a noi toccasse ora completarla con la metà sana», scrive Maslow [1]. Se Freud ha analizzato la malattia, ora bisognerà studiare la salute; se Freud ha studiato le situazioni di difficoltà e di sofferenza, ora bisognerà comprendere l’uomo partendo dalla sua condizione di massima realizzazione e felicità. (more…)
Carl Rogers e la terapia centrata sul cliente
Come Frankl, Carl Rogers intende superare il pessimismo antropologico di Freud. «Dico francamente - scrive - che non condivido il punto di vista tanto diffuso secondo cui l’uomo è un essere fondamentalmente irrazionale i cui impulsi, se non fossero controllati, condurrebbero alla distruzione sua e degli altri. Il comportamento dell’uomo è invece squisitamente razionale e si orienta, con una complessità sottile e ordinata, verso le mete che l’organismo gli pone.» [1] Esiste nell’essere umano una forza essenzialmente positiva, che Rogers chiama tendenza attualizzante. Non si tratta di una forza solo umana: Rogers la scopre anche in alcune alghe che riescono a crescere sugli scogli della California, resistendo all’impeto delle onde con la flessibilità del loro fusto. In quelle alghe come in ogni essere vivente c’è una volontà tenace di vivere, di conservare e migliorare l’organismo, di esplorare l’ambiente e di modificarlo. (more…)
La Città dell’Essere: Erich Fromm
Maggiore fortuna ha incontrato il tentativo di ripensare la psicoanalisi alla luce del marxismo (e al tempo stesso il marxismo alla luce della psicoanalisi) operato dalla Scuola di Francoforte. Con queste espressione si indicano i pensatori legati all’Institut füf Sozialforschung (Istituto per la ricerca sociale), creato nel 1923 a Francoforte e di cui assunse la direzione nel 1931 il filosofo Max Horkheim. Il programma di ricerca della Scuola, precisato dallo stesso Horkheimer, prevede una analisi della società priva di qualsiasi settorialità, una teoria critica della società che unisca ricerca empirica e riflessione filosofica. (more…)
Ma l’allievo di Freud che maggiormente ha approfondito i punti di contatto tra la psicoanalisi ed il marxismo è stato Wilhelm Reich. Non solo. Reich è stato anche colui che ha inteso valorizzare e sviluppare le teorie freudiane sulla sessualità, quelle teorie che fin dall’inizio sono state motivo di imbarazzo da parte degli stessi collaboratori ed allievi di Freud, oltre a suscitargli il disprezzo e la calunnia dei critici. Questa circostanza non è estranea alle vicissitudini di Reich, che è la figura più tragica della storia della psicoanalisi. Se Freud univa alla spregiudicatezza della sua analisi della sessualità umana una concezione tutto sommato tradizionale e conservatrice della morale sessuale – sì che le accuse di depravazione si scontravano con una condotta sessuale irreprensibile anche secondo i rigidi canoni dell’epoca – Reich si fece invece promotore di un movimento di liberazione sessuale, destinato a suscitare una opposizione che andrà ben al di là della calunnia, e che susciterà la presa di distanza dello stesso Freud. Reich rigetta due concezioni fondamentali del pensiero di Freud: quella dell’istinto di morte e quella del principio di realtà. (more…)
La complessità dell’essere umano per Jung non si riduce alle due dimensioni della coscienza e dell’inconscio. Nell’ottica junghiano, quello della personalità è un teatro sul cui palcoscenico compaiono molti attori. La Persona, in primo luogo. (more…)
L’inconscio collettivo e gli archetipi
Non soltanto la concezione della libido subisce un allargamento nella teoria di Jung. Scavando nei miti e nei sogni, nelle fiabe e nelle rappresentazioni religiose, nei simboli degli alchimisti ed in quelli magici, Jung scopre una cosa singolare: esistono alcune immagini che sono universali, che si ritrovano in contesti lontani nello spazio e nel tempo. Chi abbia una conoscenza (more…)
Jung: le trasformazioni della libido
Jung comprende fin dall’inizio l’importanza degli Studi sull’isteria e soprattutto della Interpretazione dei sogni, difendendo l’opera freudiana dalle critiche e dal vero e proprio scherno con cui fu accolta da parti consistenti della scienza ufficiale dell’epoca. Con Freud, Jung condivide la distanza dalla psicologia sperimentale, con le il suo procedimento analitico che lascia inesplorate le grandi realtà della psiche umana. (more…)
Tra i successori di Freud, Carl Gustav Jung è l’unico che a lui si possa paragonare per l’influenza avuta sulla cultura contemporanea. Se Freud si è interrogato sul significato di fenomeni culturali come l’arte e la religione, Jung, guidato dalla sua concezione dell’inconscio collettivo, ha studiato in modo approfondito le rappresentazioni mitologiche e religiose dei diversi popoli, oltre all’arte ed alla letteratura, alle filosofie orientali ed all’alchimia. La sua ricerca si colloca dunque in una zona di confine, dove lo studio della psiche si incontra con la ricerca etnografica e antropologica. (more…)
Viktor Frankl e la logoterapia
Nella psicoanalisi freudiana non c’è posto per la religione: essa è una illusione, una sorta di nevrosi collettiva, secondo quanto affermato ne L’avvenire di un’illusione. L’ analisi esistenziale di Viktor Frankl è una reazione contro questa negazione della dimensione spirituale dell’uomo. Se è stata efficace nell’indagare il profondo dell’uomo, la psicoanalisi non è riuscita, per Frankl, a comprendere la dimensione verticale dell’essere umano, ciò che lo conduce verso la trascendenza. Freud ed i suoi continuatori hanno fatto psicologia del profondo, Frankl intende fare una psicologia dell’altezza. (more…)





